In quarta di copertina di Littoria-Latina, la città di nessuno, casa editrice Ali di Pan, Pietro Antonelli scrive:
“Soltanto attraverso la comprensione della storia, sia personale che comunitaria, possiamo individuare le strade per un progresso civile e sociale.
Littoria ha avuto il difetto di essere nata da un equivoco. Latina quello di essere cresciuta senza affetto.
La tanto sbandierata indole all’accoglienza, in effetti, è frutto di un’analisi superficiale, perché questa accoglienza è semplicemente il risultato di una mancata identità, perché quando non ti senti parte di una comunità, non nutri particolari sentimenti di appartenenza e non senti la città e il suo territorio come propri. Con questa logica non tendi a tutelare i luoghi. E questo spiega, ad esempio, l’accettazione supina della prima Centrale Nucleare della Penisola, del Poligono di Tiro, della immensa Discarica di Montello, del Campo Profughi più grande d’Italia. Non inclusivi, ma passivamente tollerati perché collocati in una città che nessuno ha sentito propria.
E’ dunque proprio da queste acquisite considerazioni che Latina deve ripartire. Lasciando indietro inutili ed antistoriche pretese come quella di tornare al nome di Littoria. Perché Littoria, in effetti, non è mai esistita, perché si trattò di un immenso cantiere che rimase in vita solo dieci anni. Sfatare questo falso mito potrebbe già essere un buon punto di partenza per cominciare a guardare Latina con quell’affetto che non ha mai avuto”.
ISBN 88-06-14452-9
Prezzo di copertina euro 13,00